Quando saremo sole ti violenterò di parole,sotto le braccia,sul collo,tra le gambe ..sul seno e sugli occhi,
sciolte tra le righe delle labbra
ho bisogno di stenderti le mie stupide parole addosso.
Strofinerò le tue braccia con le mani e le renderò inodori.
Scioglierò tra le mie dita i tuoi pensieri offensivi..e leccherò le tue ferite della mia dolce follia.
Che mi chiedi cosa c'è. C 'è che non va, non vai e non andiamo.
Ci metti a ritrovarti : muovere i pensieri verso un unico punto,un'inica soluzione.
Che per una come me che pensa solo a se stessa se non ne vale davvero la pena, è difficile.
Tra i terremoti e i salti mortali , tra i fiori dei cannoni primaverili ti ho ritrovata più bella che mai.
Una creatura di fiori e fragilità.
Ed ora ho paura dell' inverno più rigido di tutta la mia vita.
Ma ho anche voglia dei nostri temporali, bagnamoci ancora tutte, feriamoci ti prego.
Ho bisogno del tuo sangue nel mio.Di bruciare con te.
C'è che sono la solita codarda.
Che anche se finalmente Ponyta evolve, non ha importanza

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