domenica 15 luglio 2012

E adesso é come se non avessi mai scoperto la parola " più " .Una parola che odio quanto odio il simbolo dell' infinito.La parola "infinito" é una delle parole più rilassanti in assoluto. In ogni suo riferimento.Perché allora utilizzare un simbolo che ne limiti così tanto l' inafferrabilità?
Mi viene da stringere in pugni quando la vedo scritto da qualche parte.Una sera lo vidi tatuato sul collo di una ragazza ad una festa dell' università ; le ho chiesto perché proprio quel segno, così, come fanno un pò tutti.
Mi ha guardata e ha cambiato espressione : "Mi fa paura qualcosa che non si può misurare.Una paura pazzesca. Tu riusciresti a vivere senza calendario ad esempio? " E io che non ricordo nemmeno il mese dell' Epifania o il compleanno di mio padre, le ho risposto " no ", sembrava improvvisamente angosciata.
Chissà se quella ragazza ha mai perso qualcuno.
Cosa avrebbe fatto allora? Avrebbe inventato un simbolo per la morte e avrebbe tappezzato la lapide di quel qualcuno di qualche significato simbolico inventato dalla disperazione? Ci sono troppe cose che la realtà non può spiegare. E ciò é, e basta.
Quando ci siamo conosciute per la prima volta hai detto che la sensazione che hai avuto dentro 
era stata "...come di vento che non riesce a stare fermo, sofferente dentro una bottiglia di vetro". E io pensavo , tu sei bella da morire. Da morire. E lo sottolineavo nella mente.

venerdì 4 maggio 2012

E dopo i volantini appesi dappertutto
la stanchezza dei soliti orari
che devi correre veloce e forte per sopravvivere.
In quel bellissimo sogno
ti avevo sentita distante come piace a me
che adesso che sei troppo vicina
fai meno male al cuore
che adesso che non sai che cosa vuoi fare 
non rientri nel nostro sogno immaginario
dove ci stendavamo e ascoltavamo Helios
 fino a non sentirci più vive




mercoledì 18 gennaio 2012

Questo è meno delle solite sette frasi che so scrivere pensando al rumore che fanno le tue dita tra i miei capelli.

Non so più parlarti delle mie arterie interne
delle lastre che si infilano nei miei occhi
degli aghi nei polpastrelli quando sopporto il rumore di tutti i giorni.
E tutti i giorni i fogli di carta non profumano più
e le tue dita sembrano piccole 
che quasi sfuggono ai miei capelli, così lunghi
che non ti si impigliano mai fra le ciglia.

Io ci credo che è vero perché quando salti sulle pietre della strada
è come se saltassi dentro il mio cuore 
come dentro a quei gommoni sporchi dell' ippodromo.


E i tuoi occhi marroni facevano dei piccoli riflessi
più forti del sole,  più forti delle dita tagliate
Le tue guance perfette che sembri uscita da certe fiabe russe
col terrore che anche tu possa scioglierti come Snegurochka
E ridere ridere di quei personaggi minuscoli che vedo nella mia vita
per correre dietro a qualcosa di più piccolo e misterioso
invece che così grande e ridimensionato:
Ascolteremo "Verranno a chiederti del nostro amore".