lunedì 31 gennaio 2011

La Zafri sotto braccio come una baguette francese e mi mangia la maglietta a righe rosse



















Quasi il bisogno di un bimbo così da cullare e per cui mettere la testa a posto.
E poi mi cambio dentro il soprabito che nemmeno lo scienziato del mondo sa spiegare
e mi sciolgo come la plastica delle palettine da mare sull accendino per auto
che diventerò anche nera ma poi la forma è sicuramente più divertente
e assomiglierò al caffè di mio zio quando da piccola bruciava la moka
che si bruciava più lui a urlarci che lei
e poi ridevamo e il gatto perplesso alla finestra di legno biancO, parlava
ma noi ridavamo e urlavamo, urlavamo, sempre più forte

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